Manipolare la memoria, a Milano

Lavazza Inglese - MemoriaMILANO – Giovedì 20 giugno, con inizio alle ore 18, sarà presentato a Milano, alla Libreria Feltrinelli di via Manzoni 12 (Montenapoleone), il libro di Andrea Lavazza e Silvia Inglese “Manipolare la memoria. Scienza ed etica della rimozione dei ricordi” (Mondadori Università, 2013). Al dibattito, moderato da Marco Mozzoni, parteciperanno Edoardo Boncinelli e Vittorio Sironi, oltre agli Autori.

Al contrario di quanto si può pensare, il problema vero della nostra epoca sembra non essere tanto la “perdita della memoria”, che preoccupa assai le persone prossime al raggiungimento di una certa età (vedi Alzheimer), quanto… la “perdita dell’oblio”, quel processo naturale che rende capaci di non tenere traccia o di rimuovere con dinamiche mentali inconsapevoli, parte dei ricordi, nostri e relativi alle altre persone, soprattutto quelli legati a emozioni o eventi spiacevoli.

Forse eccessivamente preoccupato di perdere la propria memoria, l’uomo tecnologico si è dotato di periferiche esterne portentose, come gli hard disk dei computer, sempre più capienti, e di internet, una “memoria collettiva” in continua espansione, trovandosi a un certo punto di fronte a un mostro sempre più invasivo della propria sfera privata (privacy), che tiene traccia inesorabile di tutto, anche di cose inopportune o sconvenienti o informazioni non più corrispondenti alla nostra storia personale attuale.

Appurato che “la rete non dimentica e il nostro passato è tatuato sulla pelle digitale”, il “diritto all’oblio pubblico” (far scomparire da internet non solo quello che abbiamo scritto di nostro pugno, ma anche quello che gli altri hanno scritto su di noi) è un tema di cui la stessa Unione europea si sta facendo carico, studiando ad esempio come porre regole più stringenti per il trattamento dei dati che concernono provvedimenti giudiziari e misure di polizia particolari. Di casi emblematici di persone che si appellano a questo nuovo “diritto” sembrano essercene già tanti, anche nel nostro Paese.

Gli Autori si chiedono dunque se e come sia possibile “cancellare i ricordi”, specialmente quelli che ci ripropongono un trauma subito, che ci tormenta continuando a farci soffrire, facendo paralleli interessanti fra le neuroscienze, la psicologia, la scienza dell’informazione, la psicoterapia, la filosofia, la storia culturale, in un’ottica di analisi dei fenomeni in prospettiva “neuroetica”. Insomma: potremo davvero un giorno assumere una “pillola della dimenticanza”? Se sì, a “cuor leggero”? Cioè, quando e per che cosa sarà opportuno e lecito usarla? Chi stabilirà questi parametri?

E soprattutto: cancellando o modificando una parte del nostro passato, quale “identità personale” ci rimarrebbe? Sembrano problemi caratteristici di una società tecnologica al suo massimo splendore, come quella in cui stiamo vivendo, ma se ne trova “traccia” – appunto – già nell’Odissea e in altri prodotti del passato remoto dell’umano ingegno, perché “la finzione letteraria sa da sempre che troppa memoria impedisce di vivere”…

Dobbiamo fare presto a ragionare su questi temi e decidere il da farsi, perché gli studi neuroscientifici su una cancellazione selettiva dei ricordi sgradevoli si vanno moltiplicando e “i primi risultati cominciano ad arrivare: l’ultima generazione di farmaci è in grado di rimuovere la paura appresa negli animali e nuovi scenari sono vicini anche per gli esseri umani”. Ma – avvertono prontamente gli Autori – “è bene precisare con la massima chiarezza che nessun vero farmaco dell’oblio è oggi disponibile né, probabilmente, lo sarà nei prossimi anni”.

Quello di Lavazza e Inglese è un libro ben scritto, che non si limita a una carrellata di dati tipo giornale scientifico, pur nascendo e facendo costante riferimento ai progressi della ricerca, perché “l’obiettivo è di inquadrare ciò che fanno i ricercatori in un orizzonte più ampio, di una società che, da un lato, deve fare i conti con un sovraccarico complessivo di informazione e, dall’altro, con l’ambizione di potenziare gli esseri umani… Ma potenziamento significa un cambiamento che può sollevare questioni sconosciute, anche disuguaglianze sociali, quando non addirittura mutamenti della condizione umana”.

La presentazione del libro “Manipolare la memoria” (Mondadori, 2013) avrà luogo a Milano presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni 12 (MM linea 3, fermata Montenapoleone) giovedì 20 giugno, con inizio alle ore 18. Saranno presenti: Andrea Lavazza, Edoardo Boncinelli, Vittorio Sironi, Marco Mozzoni.

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