Epilessia, non solo farmaci

Epilessia, verso la medicina narrativaROMA – Si è aperta ieri la 36° edizione del Congresso Nazionale della Lega Italiana contro l’Epilessia (Lice), il più importante appuntamento scientifico italiano su questo disturbo. Il tema dell’edizione di quest’anno, che si concluderà il 14 giugno, è sulle “Terapie farmacologiche innovative, trattamenti per la farmacoresistenza e chirurgia dell’epilessia”.

L’epilessia è una delle malattie neurologiche più diffuse che in Italia affligge circa 500.000 persone, con 30.000 nuovi casi l’anno. Nel cervello, al verificarsi di uno sbilanciamento dello stato di eccitazione – inibizione delle cellule nervose, si generano disturbi improvvisi e transitori (le cosiddette “crisi”) di entità e gravità differenti. Le cause dell’epilessia sono molteplici, genetiche o indotte da lesioni dovute a traumi, ictus o alla presenza di tumori.

Il congresso si è aperto con una panoramica sui progressi nelle terapie farmacologiche. “In generale l’obiettivo della ricerca farmacologica è, da sempre, quello di trovare un farmaco antiepilettico “ideale”, efficace su gran parte delle forme di epilessia con minimi effetti collaterali”,  spiega la Prof.ssa Gabriella Colicchio, Presidente del Congresso Lice. ”Purtroppo, circa un terzo delle epilessie è resistente ai farmaci attualmente disponibili“.

La Neuromodulazione, argomento della seconda giornata, è riservata ai pazienti che non rispondono alla farmacoterapia e non possono affrontare un intervento chirurgico per asportare la parte di cervello da cui generano le crisi. Attraverso la stimolazione elettrica della zona epilettogena, si riduce l’eccitabilità cerebrale e si diminuisce potenzialmente il numero, la durata e l’intensità delle crisi con una bassa percentuale di complicanze e, soprattutto nei pazienti di età pediatrica, un miglioramento significativo nella qualità di vita.

La giornata conclusiva sarà dedicata al trattamento chirurgico delle epilessie, una tecnica che nel 70% circa dei pazienti operati porta ad un controllo completo delle crisi, e successivamente la riduzione e sospensione della terapia farmacologica con il recupero dell’autonomia da parte del paziente. Si calcola che, in Italia, almeno 7-8.000 pazienti l’anno potrebbero essere operati per rimuovere chirurgicamente la regione di corteccia cerebrale causa dell’epilessia parziale, ma attualmente il numero degli interventi è intorno ai 200-300. Uno degli obiettivi è quindi quello di potenziare, in Italia, i Centri per la Chirurgia dell’Epilessia, in modo da poter ridurre i tempi di attesa una volta appurata la farmaco-resistenza.

Ma il congresso non tratta soltanto di argomenti farmacologici e tecnici: “Durante il nostro congresso si parla per la prima volta di Medicina Narrativa, che dovrebbe essere riconosciuta, così come avviene nel mondo anglosassone, come parte fondamentale per la migliore costruzione del rapporto medico – paziente” ha detto il Prof. Oriano Mecarelli, Vice Presidente del Congresso e responsabile dell’ambulatorio Epilessia Università La Sapienza di Roma.

“Della Medicina Narrativa, che può essere considerata uno strumento prezioso per affrontare l’epilessia da un punto di vista interdisciplinare, in quanto fenomeno medico, sociale e simbolico,  fanno parte la parola e la conversazione, ma anche la scrittura nelle sue molteplici forme, attraverso la quale esprimere emozioni, dubbi, attese e sentimenti”, ha spiegato Mecarelli.

La Lice è una società scientifica a cui aderiscono oltre 1.000 specialisti di branca neurologica operanti in tutto il territorio nazionale: ha come obiettivo quello di contribuire, mediante l’applicazione dei continui avanzamenti scientifici in ambito epilettologico, alla cura e all’assistenza dei pazienti con epilessia nonché al loro inserimento nella società.

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