La centralità del dolore nella vita dell’uomo

La centralità del dolore nella vita dell’uomo.“Non c’è mai stato un filosofo che potesse sopportare pazientemente il mal di denti.” Questo aforisma (di Shakespeare… chi se non lui?) sancisce una verità assoluta: quando si ha un male, quando si soffre, ogni nostro pensiero è inibito, non esiste altro che il nostro dolore. Tanto più che il dolore è vigliacco…

E’ sempre Shakespeare a far dire a Desdemona, nell’Otello, che “basta che ci dolga un dito, e l’eguale senso di dolore è comunicato a tutte le altre membra sane del corpo”. Insomma, davanti al dolore siamo tutti in ginocchio…

Del resto, non c’è da stupirsi perché nasciamo nel dolore e moriamo nel dolore. È Leopardi a ricordarci, nel sublime Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, che “nasce l’uomo a fatica, / ed è rischio di morte il nascimento. / Prova pena e tormento / per prima cosa; e in sul principio stesso / la madre e il genitore / il prende a consolar dell’esser nato”.

Ed è sempre il dolore ad aver dato impulso a tutte le religioni del mondo. Ancora oggi, dopo duemila anni, cristiani credenti e no si scontrano sul tema del male (che altro non è che un’estensione del dolore): può un dio d’amore, come lo intende il Cristianesimo, permettere tutto il male del mondo?

Come può un Dio d’amore conciliarsi con la leucemia di un bambino o, per stare nell’attualità, col terremoto del Giappone?

E il buddismo? Cos’è se non una via umana alla liberazione dal dolore? Basta ricordare la prima delle “Quattro nobili verità” del pensiero buddista, che è appunto la Verità del dolore: il dolore della nascita, della vecchiaia, della malattia e della morte. Da cui deriva il nirvana, il percorso di pratica da seguire per emanciparsi dal dolore.

Eppure, nonostante tutto questo, il dolore è il motore delle nostre vite. Tutta la storia dell’uomo, il progresso, le scoperte della scienza, altro non sono, a pensarci bene, che un tentativo di sottrarci alla morsa del dolore, di elevare le nostre vite dalla sofferenza.

Per cosa è stato scoperto il fuoco se non per proteggerci dalla fiere, dal buio della notte, per cucinare i cibi e così sopravvivere? Per cosa abbiamo imparato, anche qui, dalla preistoria ad oggi, a costruire case e abitazioni sempre più confortevoli e sicure se non per difenderci dal freddo, dalle intemperie e quindi – in ultima istanza – dal dolore?

Ed eccoci a noi. Cos’è la medicina, intesa nel suo senso più nobile, se non curare, lenire le sofferenze? Tutta la storia della medicina è fondata sulla lotta al dolore. Basterebbe ripercorrere la storia dell’anestesiologia. Per la necessità di ridurre la sofferenza fisica, l’uomo è da sempre stato portato a studiare modi di alleviare il dolore: già nel 3000 a.C. in Mesopotamia si “narcotizzava” il paziente comprimendo le carotidi per fargli perdere coscienza; gli Egizi usavano la “pietra di Menfi”; Plinio il Vecchio la mandragora, e via via nei secoli sino alla scoperta del protossido d’azoto, dell’etere dietilico e del cloroformio, per poi arrivare agli attuali analgesici.

Forse per questo, la medicina (e, per estensione, tutte le scienze affini), è la più nobile delle arti e dei mestieri, perché viene incontro alla necessità primordiale dell’uomo che è lenire se non vincere il dolore.

Ed è questo principio, questa verità di fondo che noi tutti, medici, psicologi, infermieri, care-giver, e – perché no – comunicatori di scienza, dobbiamo costantemente ricordare. Se facciamo questo nostro mestiere con passione, con amore, e non (o almeno non solo) per soldi, o per carriera, beh, forse allora rispondiamo a un bisogno primario, il più elevato per un essere umano: quel sentire la pietas per noi stessi e gli altri e adoperarsi per servirla, dando così un senso alle nostre stesse esistenze.

“Il sommo bene è la sapienza,
il sommo male è il dolore del corpo”
(Leonardo da Vinci)

Tiziano Cornegliani, MD
Medical writer

Bibliografia:

  1. Shakespeare William. Molto rumore per nulla.
  2. Shakespeare William. Otello.
  3. Leopardi Giacomo. Canti. Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.
  4. Leonardo da Vinci. Pensieri.

Articoli di BrainFactor che hanno trattato in questi anni il tema del dolore…

Il presente articolo è inserito nel contesto della maratona divulgativa di BrainFactor e Società Italiana di Neurologia (SIN) “L’Agenda del cervello: un argomento al giorno” in occasione della Settimana del Cervello promossa in tutto il mondo da Dana Foundation dal 14 al 20 Marzo 2011.

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